Le Tecnologie Assistive

Una Tecnologia Assistiva (TA) è un sistema composto da una serie di dispositivi compatibili ed interconnessi configurati e personalizzati per supportare le capacità della persona al fine di permetterne la miglior espressione in attività e quindi, secondo la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF), in performance.

Le Tecnologie Assistive rappresentano un termine ombrello (WHO, 2004), con il significato più comunemente attribuito al termine “dispositivi di tecnologie assistive”, così come definito dalla United States of America’s Assistive Technology Act (United States Congress, 2004) e accolto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel World report on disability (WHO & World Bank, 2011), come segue: “Qualunque oggetto, parte di equipaggiamento o sistema, se acquisito commercialmente, modificato o personalizzato che venga utilizzato per aumentare, mantenere o migliorare le capacità funzionali degli individui con disabilità”. (Stefano Federici & Marcia Scherer – Assistive Technology Assessment: A Handbook for Professionals in Disability, Rehabilitation and Health Professions – 2012 – CRC Press – London, UK)


L’OMS nel 2016 ha ulteriormente specificato Assistive Health Product (AHP): “Qualsiasi prodotto esterno (dispositivo, apparecchiatura, strumento, software ecc.), di produzione specializzata o di comune commercio, il cui scopo primario è quello di mantenere o migliorare il funzionamento e l’indipendenza della persona e in tal modo favorire il suo benessere” e Assistive Health Technology (AHT): “All’interno di un percorso di service delivery, insieme di servizi, competenze, attività professionali e non che, unitamente al prodotto in sé (device), permettono il raggiungimento dello  scopo in termini di benessere, autonomia e  miglioramento del funzionamento della persona”.

La CAA fa largo uso di TA per supportare le capacità comunicative e tradurle in partecipazione nella vita di tutti i giorni. Le TA sono un valido strumento per la persona con bisogni comunicativi complessi in un contesto che, nel sostenerne le potenzialità, preveda un assessment, un supporto e un continuo follow up del progetto di CAA secondo il Modello della Partecipazione (Participation Model, Beukelman & Mirenda, 2013).

L’intervento [di CAA n.d.r.] deve essere focalizzato sull’interazione e sulla comunicazione – non sulla tecnologia. Le persone sono le componenti più importanti per sviluppare abilità comunicative; la tecnologia (low e high-tech) che spesso evoca aspettative magiche è solo uno strumento per la persona. L’acquisizione di strumenti tecnologici non si trasforma automaticamente in uno sviluppo della competenza comunicativa e delle reti sociali. Inoltre, non permette mai ai bambini di realizzare le proprie potenzialità senza un training appropriato e un ambiente che ne supporti l’uso. (Aurelia Rivarola – COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA – 2009 – Centro Benedetta D’Intino Onlus – Milano)